Tre giorni di musica popolare

Ottava edizione



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I flyer scaricabili

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 17 Maggio 2010 14:52 )
 

Programma 2010

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Durante Sgrana & (Tra)balla banchetti informativi, libreria, giochi e molto altro. Sarà inoltre presente una delegazione di Corsica Libera.

Mostra fotografica sui partigiani.

 

GIOVEDI 27 MAGGIO 2010

Dalle ore 19.30

Se un ci conoscete assaggiate i caci, trincate i vino, godete con le musiche che poi vedrete ....


Musiche Tradizionali Bretoni

Thomas Lothout e Edren Le Bastard sono un duo di musica tradizionale bretone che suonano gli strumenti ancestrali dei loro avi: la Cornamusa e la Bombarde.

Thomas e Edren si sono conosiuti al Bagad di pommerit e hanno partecipato al campionato di Bagadou. Suonano insieme da più di tre anni e hanno preso parte a numerosi Sest Noz (concerti di musica tradizionale bretone)

 

Dalle ore 20.30

Fuoco e fiamme di rabbia cocerebbero altro se non gli aromi, il cibo e il vino placar potessero l'amar d'oggi destino

 

I Maggiaioli

“Canta’ Maggio” è espressione di una tradizione popolare e soprattutto contadina che ha radici antichissime. Nonostante non si abbiano notizie certe sull’esistenza dei Maggiaioli, già nel periodo medievale si ritrovano canti inneggianti all’avvento del mese di Maggio. è comunque dalla fine dell’Ottocento che si hanno testimonianze, sia scritte che narrate di persona da vecchi Maggiaioli , della loro attività nel Mugello.Il gruppo partiva a piedi il trenta di Aprile cercando di raggiungere ogni piccolo casolare per cantare l’arrivo del Maggio, propiziatore di un buon raccolto, di amore e di pace. Così fraternizzavano con i componenti della famiglia, dedicandogli canti inneggianti ai temi del Maggio e non era raro che sull’aia si improvvisasse una vera e propria festa.

 

Scaramuzzini

La formazione degli scaramuzzini nasce a Firenze dall’incontro di musicisti, come molto spesso accade, di diversa estrazione musicale. Un progetto nato davvero intorno ad un tavolo ben apparecchiato, un vero viaggio attraverso la tradizione ed un mondo talmente antico da risultare nuovo, un vero viaggio attraverso la tradizione ed un mondo talmente antico da risultare nuovo. La tradizione celtica, quella mediterranea, quella mitteleuropea Ne è uscito un progetto piuttosto interessante con cui sempre ci fa piacere misurarci… e con il quale sempre ci fa piacere scendere in Piazza!

 

VENERDI 28 MAGGIO 2010

Dalle ore 19.30

E un v'era bastato ieri, vu siete vorsuti tornare e allora vino, spelluzzichi e du balli pe' tutti

 

"Kan Ha Diskan" dalla Bretagna

Gwenaëlle Le Breton e Lenaïg Prigent sono due giovani cantanti di kan ha diskan,canto da ballare tradizionale à danser bretone.Il loro repertorio privilegia i balli del centro della Bretagna: plin, fisel, gavotte...

 

Dalle ore 20.30

Giran e rigiran come in un danzar pepetuo paste e carni sulle braci e i fuochi ardenti per cibar le membra e rallegar palati

 

Radici Calabre

Il Gruppo "Radici Calabre" nasce ad Ottobre 2007 all'interno del campus universitario dell'Università della Calabria (CS). Le “Radici calabre” sono una realtà in continua espansione che vive di tradizioni e passione, animati dalla ricerca di un’ identità culturale che permetta loro di riappropriarsi di un passato, per troppo tempo, seppellito dalla moda del momento. La valorizzazione e il recupero delle peculiarità della Calabria d’altri tempi sono i punti  cardine per interpretare i propositi del gruppo per il futuro.

 

Vat 99

Il gruppo nasce all'Aquila nel 2009 dall'esigenza comune di portare gioia e positività attraverso il potente mezzo comunicativo quale la musica. La sommatoria, quindi, di tutte le esperienze vissute "sul campo" individualmente, messe a diposizione di questa formazione ibrida. Chi li ha sentiti sa di cosa si sta parlando. Un incontro che profuma di amicizia più che di rapporti tra musicisti dà vita ai progetti più caledoscopici: dal sociale alle feste di piazza, dal teatro alla cantina di turno etc.

 

SABATO 29 MAGGIO 2010

Dalle ore 18.00

MAMA SABOT presenta il libro "Donne a perdere"

Dopo l' esordio narrativo, con Massimo Carlotto (Perdas de Fogu), il gruppo di scrittura collettiva MAMA SABOT presenta il libro "Donne a perdere"

 

Dalle ore 19.30

Assaggiate quei cibi e vin robusti che dalle terre calabre loschi figuri, ma di cuor grande, portan per voi le lor vivande

 

Rataplam

La parola “RATAPLAM” è un termine dialettale che indica “un’insieme di oggetti messi alla rinfusa abbandonati in qualche angolo dimenticato”; ed è proprio questo lo stimolo che ha composto il gruppo, riportare alla luce musiche e canti dimenticati restituendoli alla memoria.Un gruppo che ripropone attraverso una lettura personale e cercando di rispettarne i caratteri e le sonorità, le Musiche e i Canti del ricco patrimonio tradizionale bergamasco e lombardo.

 

Dalle ore 20.30

Che si alzino al ciel forchettoni e mestoli, risuonin gli urli che dalle griglie vengono e dalle cucin i lor cenci scaglino

 

L'Arcusgi

U gruppu l'ARCUSGI hè natu in 1984 vicinu a’ Bastia da qualch'amichi passionati di cantu. Avemu sceltu u nome "arcusgi" in memoria a’ l'arme ch'avianu i suldati di Pasquale Paoli per difende a Nazione Corsa. Da poi a’ so creazione, l'ARCUSGI militteghja per difende a lingua e a cultura corsa ma dino' i diritti di tutti i populi chI’lottanu per a so emancipazione.L'ARCUSGI si definisce da per ellu cume un gruppu politico-culturale. Parechji cantatore e musicanti so stati a’ fianc'A’ l'ARCUSGI, certi qualchi mesi, d'altri piu assai tempu.

 

Kalamu

Nascono nel 2005, quando un gruppo di giovani calabresi sperimenta un percorso musicale che vede la loro terra d’origine protagonista in un’evoluzione di suoni contaminati dal mondo che la circonda. Parte il progetto che riprende brani della tradizione popolare meridionale rielaborati con l’uso di sempre nuovi generi musicali e brani composti interamente da loro utilizzando la musicalità dei loro dialetti con testi che affrontano tematiche sociali, politiche, culturali della loro terra e del resto del mondo, attraverso occhi di giovani che non smettono di sperare in un futuro migliore.

 

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Non saremo certo noi a far mancar sosprese, non saran viandanti a rinununciar al racconto e al canto, ma mai dimenticar che tutto serve a pagare il conto per chi della lotta non si sente stanco.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 17 Maggio 2010 14:54 )
 

E così rieccoci

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Che un sia mai! Riecheggia anche quest'anno difronte alla domanda “si fa o un si fa questa Tre Giorni?”

E così rieccoci anche stavolta con la voglia di riempir la festa di qualcosa in più, anno per anno, magagna su magagna, perchè queste un mancan mai. Per riveder ancora sane risa, non quelle che quei bei signori si facevan sulle disgrazie altrui. Riveder amici, compagni di strada e di bevuta, non palazzinari e speculatori bruttezza delle nostre città.

Sarà ritrovare la partecipazione nella sua riuscita che ci farà da contraltare a quell'immobilismo a cui una grossa parte della nostra città e non solo sembra relegarsi.

Sarà lo sforzo a far si che la musica che ci allieterà, ci farà ballare, porti con se la storia di chi lotta, resiste, non si adegua.

Che sian Corsi, Bretoni o dell'Aquila derisa e martoriata, che raccontino di oggi o del passato questo non conta. Molto di più conta che, questa, con i suoi contenuti ci contamini, che ci tramandi la fatica, ma nello stesso tempo la felicità tutta di ogni risultato conquistato.

Far festa un non ci fa certo scordar di niente. Che sian politicanti o questurini un si illudano. Un si scordan le galere, chi macerie vuol far dei nostri luoghi, chi le gabbie di mori e viandanti vuol riempir, chi dei luoghi di lavor cimitero fanno, chi luridi fascisti lascia scorrazzar beati pe' le città nostre, che manovran denari e voti con e pe' conto di losche figur ben note. Sia Mai!

Ci sono tutte e come nelle musiche, come una storia già vista, come un dazio che deve pagare chi lotta, chi mari e montagne clandestino costretto è ad attraversar per fame o per paura, chi con le unghie e con l'arcusgi, della vita sua battaglia costretto è a far.

E allora “Adelante Sgrana & Traballa”

Cantavan e bevevan eccome!! E un'eran mica da una parte sola. L'eran sotto le mura e dentro, in giardini e cantine. Scorrea i vino, le braci ardeano e le carni un facean in tempo a pigliar colore, musiche e balli un risparmiar poteano. E c'eran tutti a giro …. e se lo sapean prima. Ma basto' poco. “Quei servi di lor signori scorrazzan beati a giro!” Che bella festa s'ha da far .. pensò qualcuno … eh male un sarebbe stato, se ne lasciavan almeno uno!!

(Briganti e Banditi a Gavinana – Un conto in sospeso – Capitolo XIII)

Ultimo aggiornamento ( Domenica 21 Marzo 2010 12:28 )