Tre giorni di musica popolare

Settima edizione

Settima edizione di Sgrana&traballa - Tre giorni di musica popolare

21 - 22 - 23 maggio 2009

Settima edizione



Settima Tre Giorni di Musica Popolare

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S'arriva anche quest'anno al momento in cui impossibile per noi diventa non ripensare a Sgrana & Traballa. Si a ripensare perchè ogni anno ci ritroviamo a chiederci che significato ha ad oggi organizzare la nostra Tre Giorni di Musica Popolare. Ripensare perchè tutto va avanti e fagocita, rendendo moda o spogliando del loro valore le nostre tradizioni e la nostra memoria.

Nella nostra città non giran più giullari e menestrelli, cantori e artisti. Le piazze non si animan di feste; nei giardini e parchi non fanno eco i cinguettii all'amoreggiar di giovani e alle urla innocue dei pischelli. Sono altri quelli che vorrebbero che si vedessero girar per le nostre strade. Losche figure vestite di abiti ben più tetri che incutono terrore e paura, perchè di questo vorrebbero cibare le nostre menti; divise che dolore e rabbia suscitano negli animi nostri e non allegria e festa di cui vorremmo che la città vivesse. Il tetro crea paura, timore e insicurezza. Le musiche, la socialità, l'allegria e la festa rendono sicura e viva una città. In quei momenti si superano le paure, il diverso diventa ricchezza aggiunta, una lingua diversa diventa una musica nova, una storia nuova, la nostra storia.

Vorremmo che anche questa festa ci insegnasse qualcosa e che almeno ci aiutasse anche a capire questo.

Il tentativo quest'anno forse è ancor più arduo che in passato. Fare un salto in avanti nelle collaborazioni sul nostro territorio con chi sta portando avanti con fatica un lavoro di ricerca sul campo, andando a scovare coloro che, in passato, vivevano quasi con vergogna la loro condizione contadina, proletaria, di sfruttati, ma che oggi con orgoglio, nonostante l'età, riprendono e intendono tramandare la voglia di ribellione e di emancipazione contenuta nelle loro canzoni e nei loro stornelli, talvolta non privi di tristezza ma sempre con quella giusta dose di rispetto per se stessi e per la propria dignità.

Un lavoro di ricerca su quello che si è prodotto sui nostri territori con l'arrivo di chi, come in passato, ha dovuto attraversare mari, lasciare famiglie e affetti per un pezzo di pane, che con la propria storia si porta appresso le proprie musiche e le proprie danze.

Una Sgrana & Traballa che è per noi parte stessa dei vent'anni di vita del CpaFisud, perchè senza quello che al suo interno si è sviluppato, le relazioni, la critica alla mercificazione del divertimento e della musica, delle tradizioni, in una città dove nemmeno il Calcio Storico passa indenne dalla città vetrina e dalle sue regole, non sarebbe forse mai potuta esistere.

Che si armino di pazienza i nostri vicini, come di pazienza bisogna armarci davanti alle urla dei giochi di bambini e ragazzi, delle parole che echeggiano nelle serate estive, perchè peggiore è il silenzio del nulla.

E che come ogni anno salga la bile a chi da una poltrona, giovane già vecchio, inveisce contro chi del proprio protagonismo e impegno fa una ragione di vita.

E come in passato... che la Festa abbia inizio.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Maggio 2010 16:08 )
 

Briganti e Banditi a Gavinana - Capitolo XII

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"S'eran belle' visti passar dai' borgo, facendoci non poco gira' i corbelli. A nessuno ci piacea cantare e bere con quei figuri che si movean boriosi a controllar osterie e fiere. Lo dicea Batacchio, che di randelli se ne intendea sicuro, che su' i lor gropponi, sonato avrebber certo come i' tamburo. A girar la voce un ci volle molto: chi saltò l'Arno lucente, chi dai vecchi buchi sorti' fori, chi dalla macchia un volle star senza far niente. Un ci fu che attender l'occasione. Furon musica e danze a coprir i' rumore, odori e fumi alle guardie far allentar le funi, e come correan dai lor signori gli indomiti piangenti."

(Capitolo XII - Briganti e Banditi a Gavinana - Meglio le nostre Bande delle vostre Ronde)

Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Maggio 2010 12:42 )
 

Giovedi 21 Maggio 2009

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Dalle ore 19.30
Con la complicità dell'Associazione Culturale La Leggera si dia inizio alla Festa e che le musiche e i canti rallegrin le nostre serate!
L'odor dei formaggi si propaghi per annebbiar le menti e svegliar le pance!

Storie d'amore, sdegno e sopravvivenza
Voci dal canto di tradizione orale dell'Albania e della Val di Sieve (Firenze)

Dalle ore 20.30
Suonate lu cornu, accese le griglie, sono pronte le paste tutti a sgrifar...
Durante e dopo la sgrifata s'affigurino le coppie! Veglia a ballo.
Si alterneranno sul Palco per allietar le folle:

Alfredo Nico Paciani

Da Mirdita (montagne dell'Albania del Nord), è cantore e suonatore di çifteli, antichissimo strumento a due corde.

Guido Tirinnanzi
Classe 1917, è da sempre sonatore di organetto nelle veglie in casa in Val di Sieve.

I Suonatori della Leggera
Sono la formazione musicale e canora di più lunga esperienza dell'Associazione. I loro canti e le sonate sono frutto della ricerca sul territorio in Val di Sieve e Casentino.

Laboratorio musicale di Doccia

Realtà permanente per la trasmissione e l'apprendimento dei repertori di ballo tradizionale in Val di Sieve

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Maggio 2010 10:32 )
 

Venerdi 22 Maggio 2009

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Dalle ore 19.30
E mentre risonavan le note e i canti, strani viandanti ci proponevan vini e cibarie...

MistoLAna
Racchiuse nelle pagine mai lette rimanevano da sole senza l'ascolto… Così col passare del tempo note amiche suonavano al campanello delle mie parole, decisi di aprire e, come una porta fra le nuvole, cominciai a raccontare… Io, Ascanio, scrivevo da tempo, mentre Sandro inventava musiche legate a un destino intrecciato di noi. Emozioni dopo emozioni la sua chitarra conosce la mia semplicità coperta. Da quel sabato pomeriggio abbiamo creato tanti piccoli frammenti, per costruire questa favola che ancora s'inventa…

Dalle ore 20.30
Giran le bestie sulle braci, s'odon gli odor dalle cucine, rosichino i potenti mentre il popolo con allegria si ciba.

Grup Haykiris
Il Grup Haykiris (Grido) nasce in Germania nella numerosa comunita di immigrati turchi. Fedele Alla tradizione della musica e danza turca, ha rielaborato le sonorità della musica popolare con l'inserimento dei suoni degli strumenti moderni, creando una contaminazione di grande effetto. Vicino al Partito dei lavoratori turchi in Germania (ATIK), racconta nei loro testi la lotta della parte migliore del loro popolo

Collettivo Folkloristico Montano
Suona e canta le Ottave, i canti del lavoro,sociali e di protesta, ma anche d’amore e di rispetto per la civilta’ dei Maggi e antichi brani dedicati alla donna, nenie per bambini e nonsense. Chi non ci conosce puo’rimanere un po’ sbalordito dal fatto che a volte le sibizioni sembrino “occasionali”,”improvvisate” ma questa e’ una parte importante del nostro repertorio che ci permette di mantenere intatta la freschezza tipica di tutto cio’ che viene dalla tradizione popolare.

Dalle ore 24.00
Proiezione del film in pellicola
"Cronache di poveri amanti" di Carlo Lizzani
Film del 1954 tratto dall'omonimo romanzo di Vasco Pratolini.
Le vicende del romanzo sono ambientate in Via del Corno a Firenze negli anni '20, anni in cui sono vivi gli scontri tra fascisti e antifascisti.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Maggio 2010 16:03 )
 

Qualche video della edizione 2009

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I preparativi

Discorso accoglienza

I Kalamu

Canti popolari

Taranta

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Maggio 2010 10:31 )
 
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